HENTAI ROSES

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DEFINIZIONE E CARATTERISTICHE PRINCIPALI

Il termine hentai è l'abbreviazione di hentaiseiyoku ed è sostanzialmente traducibile come "desiderio sessuale deviante" o, più sinteticamente, "pervertito".
Ingloba generi che vanno dagli Ecchi (che si riferiscono alla nudità ed alla proposta, piuttosto che al sesso completo e non hanno niente di pervertito) al Funatari (femmine con genitali maschili) e comprende forme estreme come il Guro (mutilazione), Rorikon e Shotakon (che si riferiscono, rispettivamente, a femmine e maschi minorenni, il che ha parecchio di pervertito, pur trattandosi di disegni).
In ogni caso H non è sinonimo di hentai ma indica "sessualmente orientato" con una connotazione un pò negativa e affine alla parola "sporco" ("naughty" in inglese).
Gli hentai giapponesi sono una realtà assolutamente unica e difficilmente inquadrabile come solo erotica o pornografica.
E' infatti contraddistinta da moltissime sfaccettature diverse che contribuiscono alla loro vasta popolarità sia in Giappone che nel resto del pianeta.
Nel loro sviluppo incide una legge nipponica del 1918 tuttora in vigore che proibisce esplicitamente di mostrare, in qualunque forma, l'area pubica allo scopo di "attrarre l'attenzione dello spettatore".
In Giappone pure le riviste del tipo di Playboy vengono costrette ad effettuare censure sulle proprie immagini.
Ben nota è la vicenda del gennaio 2004, quando il produttore di hentai manga ed illustratore Monotori Kishi è stato condannato ad un anno di prigione per la produzione di Misshitsu, un romanzo grafico (tradotto nelle altre lingue con "Stanza del miele").
Il giudice Yujiro Nakatani affermò che il libro era pornografico proprio per il realismo dei corpi e la scarsa attenzione alla dissimulazione degli organi genitali.
Questo ha storicamente costituito un grosso ostacolo per i mangaka nipponici attivi nella creazione di hentai.
Ovviamente, ci sono anche le semplicissime passate di vernice bianca nelle parti proibite e la loro copertura con apposite retinature e bollini.
Tuttavia, anche grazie a questo contesto, sono nati escamotage per rendere le situazioni più piccanti e che sono stati determinanti nel creare una serie di particolarità che contribuiscono all'unicità del fumetto erotico nipponico.
Da questa difficoltà di natura legislativa hanno avuto origine le ben note dissolvenze mirate, le stravaganti e poco realistiche pose dei protagonisti, le strane situazioni nelle quali non si vede ma si intuisce ciò che va intuito, di quella storia così insolita con una prolungata premessa narrativa prima del clou della vicenda.
Nei fumetti erotici occidentali la storia costituisce solo un orpello usato dall'autore per mostrare il vero e proprio atto sessuale.
L'atto costituisce la parte centrale e più curata del prodotto.
Solo per autori come Milo Manara e Crepax la narrazione torna ad essere centrale, ma ha caratteristiche e fini d'elite che hanno la tendenza ad allontanare il grande pubblico.
Parte della produzione hentai ha un valore intrinseco nel presentare storie che non siano meramente pretestuose e che costituiscono un prodotto intrigante e completo.
La storia finisce per costituire un elemento essenziale dell'insieme: non essendo possibile incentrare la vicenda solo sul rapporto sessuale, viene privilegiata la presentazione dei protagonisti e l'ambientazione che accoglie la vicenda.
Un fondamentale settore del mondo hentai sono i dojinshi.
Essi sono nati inizialmente come omaggi ad anime e manga famosi, vertendo nel tempo sempre più sul lato erotico delle vicende.
I dojinshi attualmente diffusi nella Rete offrono una narrazione relativa ad episodi inediti che traggono ispirazione principalmente dai manga, anime e videogame più famosi, sebbene ne esistano anche di creati con protagonisti del tutto inediti.
Spesso ci si trova di fronte a lavori in cui la storia è solamente un pretesto per mostrare i protagonisti in attività che usualmente non vengono trattate.
Altre volte ci sono lavori molto curati che mostrano, ad esempio, la genesi della prole di Goku e Chichi od impegnative giornate di Shinji con Rei, Asuka e Misato.

CONTESTO "SOCIALE" NIPPONICO

Nel paese del Sol Levante la funzione di questa produzione va oggettivamente oltre l'intrattenimento puro e costituisce un modo più o meno cosciente di andare in qualche modo oltre le dure restrizioni ed imposizioni che caratterizzano la società giapponese.
Questo incide nella presentazione di situzioni estreme di sesso e violenza.
Quello che, dal punto di vista occidentale appare come perversione ed incentivazione alla violenza, in quella cultura è diventato uno degli strumenti che esorcizzano paure e manie ed hanno contribuito a fare in modo che il Giappone diventasse una delle nazioni con la più bassa percentuale di violenze sessuali del pianeta.
Per i lettori giapponesi è un modo per sfogare ansie, paure e voglia di libertà mediante l'immedesimazione in eroi estremi, che sono spesso anticonformisti e/o violenti.
Questo contribuisce a fare in modo che, visto con occhi occidentali, l'erotismo giapponese appaia spesso come l'esaltazione di un volgare immaginario maschile costituito da perversioni e da dominio sessuale, mentre rappresenta la sconfessione di tanti tabù.
Va detto che una componente più o meno marcata di tipo erotico è facilmente riscontrabile in molti manga normali.
Esistono addirittura fumetti di educazione sessuale appositamente per bambini, nei quali sono introdotte tematiche relative al rapporto di coppia.
Per inciso, in Giappone esistono i fumetti puramente erotici e privi di qualsivoglia scopo educativo.
Queste produzioni, detti Shunga Manga (traducibile con "i fumetti delle immagini di primavera") hanno un livello qualitativo significativamente più alto degli standard occidentali.
Se mai vi capiterà di leggere un fumetto hentai, avrete modo di verificare che raramente è eccessivamente esplicito ed è piuttosto volto a stuzzicare l'immaginazione del lettore, spingendolo ad inventare in maniera autonoma ciò che non viene mostrato.
Il mondo hentai è quello delle lente scoperte, delle sbirciate furtive e delle lunghe premesse prima del raggiungimento dell'atto sessuale vero e proprio.
Sono inoltre all'ordine del giorno innovazioni e deviazioni sessuali, nonché pagine dedicate all'introspezione dei protagonisti.
Dette pagine servono a mostrare chi sono, cosa desiderano, gli inconfessabili desideri proibiti che li tormentano ed alimentano la fiamma dell'eros, creando spesso situazioni che finiscono per sorprendere i lettori.
Altro elemento classicamente presente è quel tradizionale pizzico di umorismo che è praticamente onnipresente in ogni fumetto giapponese.
Nella fattispecie l'umorismo serve anche a sdrammatizzare determinate situazioni.
Ovviamente, esiste anche la produzione hentai strettamente pornografica e finalizzata solo a mostrare gli atti sessuali nella loro completezza.

I VARI GENERI

Oltre ai già citati Shunga Manga, l'aspirazione dei mangaka (autori e disegnatori di fumetti) di destare curiosità, turbamento ed eccitazione nei lettori ha generato la nascita di commistioni fra sesso, orrore e fantascienza.
Detta commistione raggiunge il culmine con i famosi e famigerati Violence Jack di Go Nagai e Urotsukidoji di Toshio Maeda, dove a più riprese il binomio sesso ed orrore arriva a vette decisamente da shock.
Un'ulteriore strada utilizzata è quelli di prodotti che hanno per protagoniste giovani ragazze ed addirittura bambine.
Una delle gravi colpe della legge succitata è che non prevede la censura per quel che concerne i genitali dei bambini e degli adolescenti.
Ed ecco che, a cavallo degli anni Ottanta e seguendo la scia della Lolita prima di Nabokov e poi di Kubrick, nasce il genere delle Lolikon (che nasce dall'unione delle parole Lolita e Complex).
Questo genere propone opere incentrate sulle vicende erotiche di giovani più o meno vergini, di solito studentesse che portano la classica divisa alla marinaretta (le cosiddette burusera), insidiate da professori e professoresse, compagni di classe, amici d'infanzia, fratelli, genitori, animali vari, mostriciattoli ed alieni con i tentacoli.
Esistono poi, come già evidenziato, fumetti che si occupano di sesso esclusivamente dedicati agli adolescenti.
Questo tipo di prodotti è del tutto improponibile in una cultura come la nostra ed evidenzia la profonda differenza di percezione del comune senso del pudore fra la cultura nipponica e quella occidentale.
Si badi bene, questa guida non vuole dare giudizi, vuole evidenziare le differenze culturali nel modo più neutro e "wikipediano" possibile .
In Giappone è considerata una normale esperienza formativa l'acquisizione di nozioni relative al sesso ed ai rapporti di coppia mediante la lettura di appositi manga erotici utili ad aiutare il bambino nell'apprendere concetti elementari e decisivi per la sua futura esistenza.
Nella stessa maniera, la violenza che contraddistingue molti manga può essere utile a prepararli alla vita in un mondo oggettivamente diverso da quello di Topolino e Minnie.
Il più noto manga di questo tipo (almeno nel Paese del Sol Levante) è Minna Agechau (che è stato edito nella nostra nazione dalla Star Comics con il titolo perlomeno fuorviante di "Così fan tutte").
Occorre considerare la notevole penetrazione del fumetto in Giappone che, sia in termini di suggestione, mode e tendenze, è forse paragonabile a quella della televisione in Italia.

DOJINSHI

Una categoria particolare del mondo hentai sono i dojinshi.
Molto spesso chi si interessa per la prima volta di manga erotici lo fa perché i protagonisti li ha già visti tante volte nei cartoni animati mandati in onda in televisione.
I dojinshi nascono come semplici parodie di cartoni animati o di celebri manga, disegnati spesso da appassionati che non volevano rassegnarsi alla fine della serie che preferivano, o che volevano approfondire temi giudicati insufficientemente trattati nell'opera da cui traggono spunto.
Questi prodotti erano sovente pubblicati su fanzine e ben di rado ricevevano l'autorizzazione dell'autore originale.
Rapidamente finì per prevalere la tendenza ad immaginare ed offrire principalmente ipotesi di risvolti di tipo erotico delle storie, che talora erano stati fatti intuire, ma non erano manifestamente proposti all'interno delle storie originali.
Del resto è comprensibile che dopo aver seguito gli inseguimenti tra Ataru e Lamù per migliaia di pagine trovandosi alla fine della serie senza aver visto niente, si abbia voglia di vedere la conclusione della storia come "si deve", pure per una sorta di rivalsa nei confronti dell'autrice che tanto ha fatto penare i lettori (ed i telespettatori, trattandosi di un'autrice del valore di Rumiko Takahashi).
Il punto di forza dei dojinshi è proprio l'offrire personaggi di una serie e/o un manga celebre, protagonisti di situazioni piccanti ed inedite.
Occorre però evidenziare che esistono due tendenze riscontrabili in questo tipo di prodotti.
La prima è quella dei dojinshi più simili a quelli degli inizi, come quelli che mostrano il primo rapporto fra Madoka e Kyosuke (rispettivamente Sabrina e Johnny della serie andata in onda in Italia con il titolo "Johnny è quasi magia", che come serie originaria si chiamava "Kimagure Orange Road") o che ci mostrano la procreazione della numerosa prole di Goku.
Questo tipo di prodotto, pur non essendo stato creato dagli autori dell'opera originale, ha una continuità con la stessa.
Quando Goku ci presenta i figli non è che non sia chiaro cosa sia successo con Chichi, sebbene Toriyama non ce l'abbia mostrato.
Addirittura gli hentai, nel mostrarci il primo rapporto fra Madoka e Kyosuke, hanno solo anticipato quanto fatto in seguito dal film a cartoni animati di Orange Road (che ha offerto una versione romanticissima della loro prima volta).
L'altra tendenza dei dojinshi è quella di offrire situazioni irrealistiche e/o paradossali che sono ben poco affini con l'opera originale.
Con il caso limite di Slam Dunk, dove Sakuragi preferirebbe le attenzioni dell'odiato rivale Rukawa a quelle della dolce e bella Haruko......
Negli anni la moda dei dojinshi ha coinvolto anche i videogiochi ed ha sfruttato l'avvenenza delle protagoniste di quelli più famosi.
Sono state create opere riferite principalmente ai picchiaduro come Dead or Alive, Street Fighter e Dark Stalker, nelle quali i combattimenti non finiscono nel solito modo.......
Le storie ispirate ai giochi di ruolo come Final Fantasy o Zelda sono rese più intriganti dal fatto che la profondità dei personaggi di questo tipo di opere consente di creare altri elementi di interesse e lo svelare finalmente episodi fondamentali delle varie saghe (compreso come Cloud e Tifa di Final Fantasy 7 hanno passato la notte prima dello scontro decisivo con Sephirot…....).
Fra l'altro, esistono autentici crossover nei quali interagiscono fra loro personaggi di serie diverse.
Il più celebre è certamente Evangelimoon, nel quale le guerriere Sailor Ami, Rei e Makoto guardano in uno schermo le imprese erotiche di Shinji, Rei ed Asuka di Evangelion, eccitandosi ed iniziando un rapporto lesbico a tre.